Canta per lui/lei, ti sta già ascoltando!

Perché dovremmo pensare di far musica già a partire dalla gravidanza?

Sembra strano anche solo pensarlo, ma i benefici della musica sono sia per il bimbo che per la mamma!

L’orecchio del bambino si sviluppa intorno al quinto mese di gravidanza, ma cosa sente veramente?

Ovviamente percepisce tutti i rumori interni della mamma, gli organi, le viscere, sente la voce della mamma sia dal “di dentro” che dal “di fuori” e sente i rumori esterni al pancione, le voci, i suoni.

Se farete delle ricerche in internet troverete molti esempi di cosa il bimbo sente all’interno del pancione e, se l’argomento vi appassiona particolarmente, vi consiglio di leggere “La notte uterina” di Alfred Tomatis, dove viene mostrato nello specifico lo sviluppo dell’orecchio e le ricerche fatte su questo argomento.

Il fatto che il bambino percepisca i suoni, ci fa capire come, in realtà, stia già instaurando una relazione con la mamma e con il mondo che lo circonda. Questo è molto importante perché, di fatto, il bambino sta già apprendendo notizie su un mondo che ancora non conosce, attraverso il legame con la mamma. La voce della mamma e delle persone che la circondano, entra in relazione diretta con il bimbo. L’apprendimento del bambino inizia già dal pancione!

Perché fare musica?

Prima di tutto per favorire la relazione sonora tra mamma e bimbo attraverso vocalizzi, nenie, canzoni, ninne nanne. Il canto della mamma accompagnerà il bambino sia prima che dopo la nascita, creando per lui un ambiente sonoro confortevole e rassicurante. Molto spesso e molto istintivamente, le mamme che cantano o ascoltano continuamente dei brani durante la gravidanza, tendono a proporre la stessa musica al bimbo dopo la nascita, come se volessero creare un “ponte” tra il periodo prenatale e quello post natale. I bambini si sentono così al sicuro riconoscendo quei brani.

La musica, poi, è un linguaggio universale, e dovrebbe essere appresa con metodi analoghi a quelli del linguaggio parlato. Come? “Dialogando” musicalmente con i bambini e proponendo nenie e ninne nanne brevi, complesse, varie e familiari, in modo da assimilare fin da subito il linguaggio musicale. E. Gordon, della cui teoria parlerò anche nei prossimi articoli, ha fatto ricerca sull’attitudine musicale scoprendo che il periodo più fecondo per l’apprendimento musicale è quello che va dalla fase prenatale fino a 18 mesi di vita. Neurologi e ricercatori hanno individuato questo periodo come una fase ricca di sinapsi, di connessioni tra i neuroni. In questa fase è estremamente importante che il bambino venga stimolato in modo che vengano realizzate le connessioni. Fare musica con il proprio bimbo, sia durante la gravidanza che dopo, porta a stimolare queste connessioni offrendogli la possibilità di sviluppare il proprio vocabolario musicale.

Fare musica in gravidanza aiuta poi la mamma alla preparazione al parto attraverso vocalizzazioni e esercizi di rilassamento, di visualizzazione e di respirazione molti utili durante il travaglio.

Fare musica in gruppo è un’opportunità per le future mamme di far parte di un gruppo di sostegno non giudicante e accogliente. Uno spazio dove è possibile confrontarsi, rilassarsi, cantare, prendersi i propri spazi e condividere i propri desideri e paure e perché no…divertirsi e lasciarsi andare a tempo di musica!

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